

Siamo nel 1945 quando Renzo Rossetti inizia dal nulla la sua attività, tagliando da solo le pelli per varie tipologie di scarpe sportive (ciclismo, calcio, atletica e hockey). Queste venivano poi vendute nel famoso negozio milanese Brigatti, uno dei pochi nel suo genere allora esistenti in città.
Dopo qualche anno i Fratelli Rossetti arrivano al successo ma, volendo crescere ulteriormente, cedono marchi ed attrezzature per questa particolare produzione alla Atala Sport di Padova. Decidono così di ricominciare tutto da capo e passano alla produzione di scarpe classiche. Sono questi gli anni che vanno dal 1954 al 1957 e che vedono l’orientamento e l’acquisizione di nuove competenze nella creazione di “ballerine da donna” e di semplicissime calzature da uomo caratterizzate da una lavorazione straordinariamente flessibile. Tutto ciò porta alla creazione di una piccola collezione di scarpe da uomo caratterizzate da una linea che si distingueva dai vari generi in commercio a quell’epoca. Renzo Rossetti così a svolgere un lavoro nel quale fa emergere il suo senso estetico e una “buona dose di perfezionismo”.
Questi anni, caratterizzati da una maggiore serenità e tranquillità economica, vedono importanti collaborazioni con artigiani competenti, grazie ai quali Fratelli Rossetti riesce a raggiungere risultati di eccellenza, ponendo l’attenzione sullo stile e sulla ricerca del prodotto. In quegli anni gli stili di vita e le esigenze delle persone cambiavano di continuo, ma l’uniformità nella produzione di scarpe da uomo non permetteva l’adattamento a queste nuove circostanze. Ecco allora che nasce l’idea di riavvicinarsi alle “belle scarpe fatte a mano da buoni calzolai” che, attraverso una serie di trattamenti particolari, vengono apprezzate anche in varianti differenti da quelle diffuse all’epoca. Il mercato, con il passare del tempo, si fa sempre più maturo, esigente e aperto alle novità.
Per soddisfarlo, dal 1961 Fratelli Rossetti inizia a combinare l’estrema cura del prodotto con idee innovative, inserendo accessori particolari e materiali insoliti. Si dà inoltre spazio ai mocassini, espressione di una maggiore libertà del piede. Questi vengono declinati in molte varianti: su tutte quella con i fiocchetti che Fratelli Rossetti ha importato per prima dagli Stati Uniti, e la “Yacht”, scarpa estiva estremamente morbida tuttora esistente.
Il 1965, con la presenza alle sfilate di moda maschile a Sanremo, segna invece l’ingresso della Fratelli Rossetti nel mondo della comunicazione. Grazie a questa manifestazione, unica nel suo genere, si registra infatti per l’azienda una forte risonanza sulla stampa in un settore per il quale ancora non esistevano relazioni pubbliche.
Gli anni sessanta si concludono nel migliore dei modi: con il trasferimento nell’attuale sede di via Cantù, a Parabiago e con il primo viaggio di Renzo Rossetti in America, che gli permette di conoscere i più alti rappresentanti del campo calzaturiero statunitense.
In questo decennio, i rapporti con il mercato internazionale e con le “grandi firme” della moda si intensificano. Determinanti sono gli incontri con stilisti e personalità che stanno creando il nuovo fashion-system: da un giovanissimo Giorgio Armani, che per Fratelli Rossetti disegna molti modelli tra i quali una fortunata serie di mocassini Yacht, ai marchi prestigiosi di questo mondo (Pierre Cardin, Ralph Lauren, Yves Saint Laurent, solo per citarne alcuni). Questi rapporti, basati sulla comune ricerca del miglior modo per esprimere lo stile dell’epoca attraverso la realizzazione moderna del prodotto, non fanno comunque perdere di vista il valore della tradizione. Durante questi anni, Fratelli Rossetti amplia molto la sua offerta e si pone come nome importante del Made in Italy. Questa caratteristica rimarrà costante nell’azienda, che risucirà comunque a sviluppare la sua presenza su altri mercati. Risale a questo periodo la produzione delle prime scarpe da donna e la “consacrazione” ufficiale del marchio su “L’Uomo Vogue”, già allora Bibbia della moda maschile. Fil rouge della storia Rossetti rimane la capacità di adattare ogni singolo tipo di calzatura alla moda del momento, che vede tutt’ora l’alternarsi di modelli eleganti, sportivi e dei classici mocassini adatti ad ogni occasione.
Questo decennio si apre con un cambiamento molto importante per l’azienda: il nuovo logo. L’occasione che lo genera viene colta al momento giusto.
Nel 1979, durante l’inaugurazione della boutique di New York, Renzo Rossetti conosce Massimo Vignanelli e la moglie Lella, da anni una delle coppie più importanti del design internazionale. Dopo aver visionato i loro lavori dalla grafica estremamente raffinata e vista la loro specializzazione nell’ideazione di marchi, Renzo Rossetti gli affidò questo importante compito. Ogni aspetto dei vari impieghi del logo venne affrontato con grande professionalità: dalla carta da lettera con il prototipo di scrittura, al packaging, fra cui la famosa shopping bag, esposta anche al Victoria and Albert Museum di Londra.
Gli anni ottanta segnano inoltre l’ingresso dei giovani figli di Renzo nell’azienda. Oggi sono tutti e tre Consiglieri Delegati e, mentre Diego si occupa delle attività commerciali e di comunicazione in Italia e all’estero, Dario gestisce l’ufficio progettazione coordinando il reparto modelleria e occupandosi dell’area strategica degli acquisti. Luca è entrato in azienda qualche anno più tardi rispetto ai fratelli e ora, pur controllando prevalentemente l’area amministrativo finanziaria, è molto attento anche alla dimensione produttiva.
Sono gli anni delle novità. Nasce “Flexa”, la nuova linea casual che, combinando il confort del light-trekking ad uno stile “cittadino”, anticipa la tendenza free-wear che caratterizzerà tutti gli anni a venire, fino a diventare un vero fenomeno di massa e costume. Flexa ha origine da una intuizione di Renzo Rossetti e dalla sua esigenza personale di realizzare un prodotto multiuso che soddisfacesse le esigenze più disparate. Queste caratteristiche ne decretarono il successo immediato e negli anni a venire la gamma dei modelli venne notevolmente sviluppata e perfezionata.
Nel 1996 arriva la svolta comunicativa. Grazie alla collaborazione con il famoso fotografo Giovanni Gastel, che privilegia campagne dal contenuto molto evocativo, inizia il riallineamento dell’immagine Fratelli Rossetti al nuovo mercato. Con Gastel i rapporti continuano tuttora. Ultima innovazione di questi anni riguarda l’inizio dei rapporti con il noto architetto Peter Marino che arreda la nuova boutique Fratelli Rossetti di New York curando ogni minimo dettaglio. Il progetto verrà poi riutilizzato per altri negozi dell’azienda.
Cinquant’anni di storia: ecco l’anniversario che viene festeggiato nel 2003. Questo evento, riconosciuto anche dalle Poste Italiane che ne hanno dedicato un francobollo ufficiale, è coinciso con il critico momento del passaggio generazionale vissuto dalle aziende familiari. Da ciò Fratelli Rossetti è uscita con una sorta di “rifondazione” definendo e concordando i principi di continuità, quali la concentrazione sui prodotti e la qualità, e quelli di discontinuità rispetto al passato. Il rinnovamento è infatti un tratto tipico dell’azienda che permette di raccogliere e vincere sfide fino a poco tempo fa impensabili. Nonostante il periodo vedesse frequenti alleanze strategiche tra marchi, Fratelli Rossetti ha sempre scommesso su sé stessa ed è rimasta indipendente nella giusta convinzione che in futuro la clientela avrebbe privilegiato i prodotti di aziende specializzate. Decisione senza dubbio non facile che viene però ripagata giorno dopo giorno dal grande apprezzamento dei loro prodotti da parte di una clientela che si fa sempre più sofisticata ed esigente. Il valore aggiunto di Fratelli Rossetti è dato dalla qualità delle calzature, ma soprattutto dalla percezione da parte del consumatore di questa caratteristica. Sono clienti fedeli nel tempo, che non rinunciano al privilegio di indossare Fratelli Rossetti e che agiscono come testimoni diretti per la continua diffusione del prodotto e dei suoi valori.
